Credo doverosa una risposta ai commenti al post precedente. Servirà anche a me per mettere in fila le idee. Se non stasera, domani.
E' tardi, è tardi!. Ma perchè è SEMPRE tardi?
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@ Arpia: grazie del complimento e, sì, mi piace l'idea del governo ombra, anche per impedire ai Democratici di parlare a vanvera. Mi ci piaceva dentro anche l'Italia dei Valori, cioè Di Pietro ma pare non ci sarà. Male!
@ Moonstorm: la posizione intransigente mi viene rimproverata anche da Harmonia, da Leira...dunque è bene che la spieghi. Non sopporto chi in campo scientifico mènte facendo divulgazione. Mentire in campo scientifico significa dare per provate e indiscutibili ipotesi nè indiscutibili nè provate. Però con gli altri scienziati non funziona; funziona benissimo invece nella divulgazione. Ma, divulgando falsità, si possono distruggere interi patrimoni personali di certezze, che aiutano a vivere persone spesso indifese. Questra distruzione, tra l'altro gratuita e spesso sghignazzata, viene effettuata in nome di una "verità scientifica" che non c'è.
Moonstorm, tu intendi bene come la vita ( la vita!) possa essere diversa a seconda di come si risponde alla tua domanda: dove sono, cosa sono?
@ Ozne: sono ovviamente d'accordo con te. Stiamo attenti a non abboccare al quadro di spaccature e litigi che stampa e tv di proprietà del Leader della Casa delle Libertà, quella degli amici e fiancheggiatori come Ciarrapico ed altri, il Corriere della Sera che deve pur vendere e perfino Repubblica non fanno che esagerare.
@ Masso: eh sì; stavo per scrivere-ci sarà da ridere... E invece no, ci sarà da piangere...
@ Tao: grazie della segnalazione. Mi piaceva Elleboros e ogni resurrezione è una festa...
@ Steff: Ma non è ancora morto! Piano con le resurrezioni! Comunque, la base deve essere interpellata, operazione non facile che , per esempio, a Berlusconi non serve. Lui fa il contrario: agisce come gli pare e dopo il dispositivo di propaganda spiega la bella pensata al popolo.
@ Orange: detti benissimo i motivi di non disimpegnarsi, e anche quelli per aver fiducia nel futuro. Purchè si conservi democrazia e Costituzione.
@ Penny: sono d'accordo con te che il sentimento che sta scomparendo velocemente sia proprio quello di appartenenza ad una sola Patria. Negli Italiani non è mai stato gran cosa. Invece servirebbe per tirarsi fuori dai guai tutti insieme.
@ Alkall: se in Italia ci fosse una destra decorosa come in Germania o in Francia non avrei nessuna difficoltà a tornare lietamente a Bach. In quanto ai frutti dei semi così abbondanemente annaffiati dal popolo italiano, aspettiamo. Nel quinquennio 2001-2006 si raccolse solo leggi a salvamento del Capo, per l'arricchimento del Capo, per favorire gli evasori fiscali, l'aumento del debito pubblico e lo sfondamento dei conti dello Stato. Stavolta andrà meglio?
@ Harmonia: una partita di calcio tra popolazioni oppresse, immagino. Il Partito Democratico è ancora in rodaggio. Ci vorrà non poco tempo, pazienza e partecipazione.
@ Anonima/o: proprio pensando al senso di realtà da riconquistare, da parte di noi Democratici, avevo intitolato il post Scollamenti.
Non siamo più in adesione ( e dunque scollati ) col sentimento popolare prevalente? Perchè, se tanta gente ci lavora dentro, a questo partito, un qualche sentimento popolare, reale, lo stiamo interpretando. E cosa dovremmo ruspare? La voglia di giustizia, o quella di pari dignità tra gli uomini, o la tolleranza verso le idee diverse, o la difesa della libertà anche degli avversari, o magari il ripudio della guerra e della violenza? Ruspiamo la stupida convinzione che l'onestà personale sia un valore e non un impiccio? Ci dobbiamo convertire al maschilismo cafone, al denaro misura di tutte le cose, alla menzogna e alla diffamazione come strumenti di lotta politica ?
Beh, no. Preferiamo perdere tutte le elezioni per i prossimi cinquant'anni. E garantire agli Italiani che ci sarà sempre un'altra votazione e nessuna sarà l'ultima. Del resto, la prima votazione libera se la guadagnarono in montagna i ragazzi della Resistenza, senza aspettare che arrivasse di regalo. Il nostro sembrerebbe un lavoro più facile. O no? Buona notte nell'Italia libera e repubblicana!
Ho sempre scritto che si avvicinava l'Argentina, ma sbagliavo. Non avevo tenuto conto dell'amor di Patria che agli argentini non manca, essendo una nazione di immigrati che sulla patria fonda anche la propria idenità.
Non è l'Argentina che vedo vicina. Piuttosto i Balcani, dove serbi, croati, sloveni e bosniaci si sono sbudellati per affermare ciascuno il dominio sul brandello di terra che li ospita.
Intendiamoci, in Italia niente sbudellamenti. I fucili della val Bembrana rimaranno ben oliati nelle custodie per essere pronti a sparare alle beccacce, qualunque cosa farnetichi il Senatùr. Le doppiette siciliane di Lombardo, caricate a lupara, sistemeranno al massimo qualche affaruccio di mafia, ma insomma, stanno passando di moda.
I Balcani Italiani nasceranno solo dalla spartizione del potere politico, finchè la dura realtà con le tragedie al seguito, quelle vere e molto italiche, non sveglieranno il popolo dai sogni.
In un mondo scosso fino alle fondamenta dai terremoti contemporanei dell'esaurirsi delle risorse, sia energetiche che primarie-cibo e acqua- e dell'affacciarsi alla mensa planiteria di popoli immensi e affamati di benessere, l'Italia risponderà da par suo con il Nord secessionista, il Sud separatista e mafioso, il Centro-Nord cooperativo e il Centro-Sud delle burocrazie. Neanche il venerabile Licio Gelli aveva immaginato una deriva così, e Berlusconi dovrebbe avere le mani nei capelli, se li avesse.
Del resto, quando una Nazione si sfà, tende a dividersi in in pezzetti sempre più piccoli. Così potremo avere anche un Nord-Ovest secessionista, un Nord-Est autonomista, Un Centro-Nord cooperativo, un Centro granducale ma democratico, un Centro Sud-Ovest nero e papalino, un Centro Sud-Est che guarda ad Est, un Sud-Ovest mafioso ma un Sud-Est ben governato dalla 'ndrangheta. Il Molise a Di Pietro.
L'Italia nata col 25 Aprile di cui scrivevo è in coma profondo. La sveglieranno i rudi scossoni della realtà, che non perdona cialtroni al potere, menzogne in ogni giornale e in ogni televisione, i sogni scambiati per cose vere.
E per fortuna che il PD c'è, sempre che non si suicidi a forza di coltissime analisi e onestissime disamine, con successiva "resa dei conti". Toccherebbe a noi resuscitarlo, ma porca miseria, che fatica!
Sì, nacque allora l'Italia in cui sono vissuto e dove ancora vivo. Poichè ogni vita ne sostituisce un'altra, in quella stessa data moriva l'Italia artificiale dell'Ottocento, originata dal Risorgimento ma sopratutto costruita da qualche gran politico e da un pugno di combattenti in camicia rossa.
Moriva l'Italia voluta dalla borghesia alta e dal Regno di Sardegna, quella in cui si votava per censo ( e le donne non votavano comunque ) e che per la difesa del censo accettò di buon grado Mussolini.
Nacque, quella Nazione nuova, dall'insopportabile sentimento di umiliazione di fronte agli ideali risorgimentali traditi, alla stolta ferocia del Regime, alla tracotanza dell'occupante. Gli Italiani si arrabbiarono, cosa che non fanno mai, e presero il fucile.
Si misero a sparare sui tedeschi le divisioni di Cefalonia, la guarnigione di Piombino, i militari di Porta San Paolo a Roma, perchè ne avevano pieni i coglioni del fascismo, di Mussolini, del Re e dei nazisti in casa propria.
Scapparono in montagna i contadini, gli studenti, tutto il popolo qualunque tradito, beffato, costretto dentro un'Italia distrutta.
Preferirono il lager alla libertà di arruolarsi sotte le insegne della Repubblica di Salò migliaia di soldati sbandati, raccattati come bestiame dagli hitleriani, chiusi a morire nei campi di concentramento.
Quella infuriata resistenza di popolo vinse la sua vera battaglia, che non era di sconfiggere sul terreno i nazisti venti volte più armati e più feroci. La battaglia era di ricostruire, dai brandelli che la guerra e il fascismo avevano lasciato, un sentimento condiviso e nazionale, la voglia di esserci, di stare insieme in nome di una sperana di giustizia e libertà. Tutti: comunisti cattolici, azionisti, monarchici, soldati che avevano giurato fedeltà al Re e magari se lo sarebbero anche tenuto.
Si scrive e si ciancia di guerra civile. Non ci fu nessuna guerra civile. Quella spagnola fu una guerra civile. La nostra è stata una guerra di popolo incazzato, che obbedì in larghissima maggioranza agli ordini del Comitato di Liberazione di non farsi vendetta, che riconsegnò ubbidientemente le armi agli Alleati e che amnistiò, come primo provvedimento del Governo, fascisti e repubblichini. Il ministro di Grazia e Giustizia si chiamava Togliatti, non Mastella....
Poi insieme scrissero la più bella Costituzioned'Europa e dieci anni dopo il Paese era ricostruito.
La nostra nazionale insipienza ora vorrebbe che si dimenticasse tutto. Il Premier, come il Cavalier Benito, ha troppo da fare per ricordare. Lavora, lui. Sulla piazza mediatica sfilano caricature di fascisti, e ahimè, anche di antifascisti.
L'Italia, come certi smemorati sciocchi, cazzeggia di V-Day. A noi ci sveglia solo la tragedia.
Non voglio fare una recensione del libro di Vito Mancuso. Farò in seguito molto di più, lo racconterò parte per parte e intanto chi è interessato al problema lo legga. Il problema è: chi siamo e in che mondo viviamo e come le risposte a questi interrogativi si leghino al Cristianesimo.
Vito Mancuso è un cristiano cattolico eretico come ce ne sono stati, e ce ne sono, tanti. E' il paradigma vincente, come direbbe Kung, a definirlo come tale. Sono andato a vedermi in Rete le reazioni, che non potevano non esserci perchè Mancuso discute e modifica: l'interpretazione del peccato originale, dell'azione della grazia, dell'esistenza e eternità dell'inferno, della resurrezione e assunzione in Cielo di Cristo, della creazione del mondo come atto di un Dio personale, del significato del dolore e perfino del diniego di adoperare contraccettivi nella sessualità .
Le reazioni colte, come quelle di Bruno Forte sull'Osservatore Romano, lo accusano di gnosi e di ridurre il cristianesimo ad una tranquilla pratica di autoredenzione dell'uomo. Nulla salus extra ecclesiam! Che, tradotto, significa che chi tocca i preti, muore! Le reazioni popolari vanno da preghiere a San Tommaso perchè illumini lo stolto al consiglio per il suo parroco di negargli la Comunione. E magari anche che qualcuno gli tolga lo stipendio. Baget-Bozzo, dapprima estimatore di Mancuso, ora lo accusa di aver fatto una operazione commerciale ( il libro ha venduto ottantamila copie ) infangando il buon nome della teologia.
E perchè Vito Mancuso si è messo in questa impresa? Perchè ritiene la verità degna di essere ricercata fino alla morte. Lotta fino alla morte per la verità e il Signore Iddio lotterà per te ( Seracide 4,28 ). Il versetto è inciso sulla prima pagina del libro.
Per Vito Mancuso la verità origina dai fatti e dalla ragione, i misteri proprio non gli piacciono. Insomma, un bel tipo.
Credo ce ne sia abbastanza per interessarsene! P.S. I prossimi post saranno dedicati alla demolizione delle teorie di Dawkins & C.
Immagino i nervosi di Harmonia...
Buona notte les amies!
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Ahi serva Italia.
Domani 25 Aprile me ne vado in piazza a ricordare.
Serve una memoria larga, che cominci dalle persecuzioni fasciste del 1921 contro Case del Popolo, Azione Cattolica e Leghe Bianche, si rammenti dei fratelli Rosselli, di Matteotti e di Don Minzoni, poi dei fratelli Cervi che Berlusconi pensava ancora vivi.
Ripercorra le leggi raziali firmate anche da Sua Maestà, le retate degli ebrei, dei loro bambini, delle loro madri e la loro morte insensata. Un ricordo per Sant'Angelo di Stazzema e Marzabotto e per le diecine di piccoli paesi distrutti, per i mocciosi massacrati in collo alle loro mamme e la loro morte insensata.
Non mi si parli di simmetrie; solo dopo ci si può addolorare per tutte le morti inutili.
L'orologiaio cieco non vede l'anima e il suo destino.
Per uno di quei casi che non sai mai se sono casuali sto leggendo contemporaneamente due libri complementari. Si tratta di " L'orologiaio cieco" di Richard Dawkins ( Oscar Saggi Mondadori -euro 9.80 ) e " L'anima e il suo destino" di Vito Mancuso ( Raffaello Cortna Editore-19,80 euro ). Per la verità non li sto leggendo: li sto mordicchiando golosamente qua e là. Dunque non posso parlare che delle prime impressioni, che però sono notevolmente impressionanti.
Richard Dawkins ( Nairobi 1941 )è uno zoologo americano che " ha insegnato zoologia nelle università di Oxford e della California e da 1995 è titolare della prima cattedra di Public Understanding of Science a Oxford. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti per la ricerca scientifica e per l'alto valore divulgativo delle sue opere". Per chiarire, Public Understanding of Science è Cattedra in Divulgazione Scientifica, che mi fa subito venire in mente la Cattedra in Gingillometria Applicata dell'Università di Bologna.
Richard Dawkins è un entusiasta commovente al limite dell'infantilismo. Divulga con pedanteria e travolgente entusiasmo, ottenendo lo stesso effetto che ti fanno certi cagnoni quando tentano in tutti i modi di leccarti il viso. Il libro è al limite della leggibilità, per una ridondanza davvero strana in uno scrittore anglosassone.
E che divulga di bello il cagnone, pardon, lo zoologo Richard? Ma naturalmente l'evoluzionismo, nella sua personale versione di evoluzionismo step to step, in dura. polemica con altri evoluzionisti di diverso orientamento. Chi guida l'evoluzione? Il Caso e la Necessità, èovvio. ( ma lo aveva detto con ben altra dottrina Jacque Monod nel 1970 )
L'entusiasmo gli viene dall'aver "capito" tutta la storia del cosmo, dell'origine della vita, della conservazione della vita, dell'origine dell'uomo e insomma non ci sono misteri: tutto chiaro e dunque divulgabile.
Vito Mancuso, nato a Carate Brianza, ha quarantasette anni.." E' docente di Teologia moderna e contemporanea presso la Facoltà dell'Università San Raffaele di Milano. Il suo lavoro mira alla costruzione di una teologia laica, nel senso di rigoroso discorso su Dio, tale da poter sussistere di fronte alla scienza e alla filosofia." - che, come programma, mi pare un vasto programma.
Non è un grande scrittore, ma trapela dalla sua prosa una sotterranea tensione e anche una grande erudizione in filosofia e in teologia..
E che dice Vito? Ve lo racconto domani . Però anticipo che dice cose importanti, e le dice con grande emozione. Anche perchè sono eresie per la dottrina della Chiesa Cattolica...
Termino perchè è tardi, con una citazione di Jacque Monod ( per chi non lo sapesse, Premio Nobel per la medicina):
"E' del tutto cretino pensare che una cellula viva abbia potuto nascere per caso. Però non vedo altra alternativa. "
Invece Vito Mancuso un'altra alternativa la vede...
Buona notte nel Cosmo, il Mondo bello!
************************************************************************ Ahi serva Italia.
Il legista Castelli ( fonte: telegiornale RAI ) ha detto che lo scopo del siluramento, perfettamente riuscito, della trattativa con Air France era salvare Malpensa.
Ora Alitalia può portare i libri in tribunale, tanto sono cavoli di Roma ladrona, di Fiumicino e di diciottomila dipendenti Alitalia.
Ai romani che votano il Partito del Popolo della Libertà, e magari Lega, farà piacere saperlo.
Chiudo qui i post di politica. Non è che mi divertano molto, mi costringono a riflettere su fenomeni e meccanismi che non mi appassionano e dovrei documentarmi su libri che reputo noiosi.
Continuerò invece l'impegno politico nel Partito Democratico, insieme ad amici e compagni che stimo e cosciente di essere dentro ad un grande movimento di popolo. Lo considero un dovere civico e lo faccio come altri fanno volontariato alle ambulanze.
L'Italia è nei guai. E' un paese di vecchi, con una classe dirigente complessivamente mediocre , una scuola pessima, infrastrutture inadeguate, corruzione diffusa, una burocrazia spaventosa, un complesso di leggi e regolamenti faragginoso che impedisce innovazione e impresa. La concorrenza di nazioni più giovani, meglio governate, più compatte e con maggior spirito nazionale sta erodendo la ricchezza che sapevamo produrre.
Siamo passati dal quinto posto nel mondo al nono e stiamo continuando a scivolare velocemente in basso. In tre regioni del sud mafia, camorra e n'drangheta hanno soppiantato lo Stato.
Questo declino è sempre più acutamente avvertito dagli italiani. La reazione nelle ultime elezioni è stata di affidare a Silvio Berlusconi e alle Lega la soluzione dei problemi personali. Insisto: personali.
E' scomparso al Nord ogni sentimento di solidarietà nazionale. Il Sud è dato per perso e abbandonato a se stesso. Ognuno pe sé e Dio per tutti comincia a fare breccia anche in una regione solidaristica come l'Emilia Romagna.
La lotta al malaffare nel Sud è considerata una battaglia contro i mulini a vento. Del resto, questa convinzione era stata amticipata dall'indimenticato ministro Lunardi quando disse che la mafia c'è e occorre pragmaticamente imparare a conviverci.
Eppure, nel 2006, la scelta era stata un'altra. In un soprassalto di consapevolezza la maggioranza degli italiani aveva affidato a Prodi e all'Unione il proprio destino. L'occasione è stata perduta ancora prima che si tenessero quelle elezioni. Il famoso recupero del Cavaliere non fu motivato dalla promessa di eliminare l'ICI ma dalle liti tra i partiti della coalizione sulla spartizione dei posti di governo prima ancora di averli conquistati. Il governo Prodi, che contava su persone di assoluta serietà e valore come Prodi, Padoa-Schioppa, Bersani, Di Pietro, Visco, Amato, D' Alema, è stato giorno per giorno demolito, nell'operatività e nella credibilità, dall'insipienza, dall'arroganza, dalla presunzione e dall'ingordigia del più infame insieme di politicanti mai visti assieme a governare. Ci aggiungo, per buona misura, i sindacati e i movimenti che, dopo cinque anni di acquiescenza a Berlusconi, cominciarono tutti insieme a chiedere la luna a Prodi.
Resta ancora una speranza. La speranza sono gli italiani che vivono nella convinzione che nessun uomo della Provvidenza e nessuna fuga nel particolarismo territoriale potrà salvare questo Paese dalla rovina. Non sono pochi; sono, per ora , solo minoranza.
Il Partito Democratico è al servizio di questa grande minoranza. Speriamo ne sia all'altezza.
Buona notte, e non tiratevi indietro, c'è gloria per tutti!
Prima di tornare ai miei temi non posso che scrivere alcune considerazioni sul voto. Mi aiuta Orwell. Se non avete letto " 1984" fatelo; nessun momento migliore di questo.
L'ignoranza è forza.
Un sistematico controllo dell'informazione popolare, quella che si trasmette attraverso i giornali locali o regionali, i rotocalchi, le radio e la televisione generalista sia privata che statale tiene il popolo accuratamente all'oscuro dei fatti. La gente non sa. Non avendo fatti su cui giudicare, vota inconsapevolmente. Aprirà gli occhi solo di fronte al disastro, quando sia non più oscurabile. Se qualcosa viene raccontato è quello che serve al regime. Se servono più stupri di extra comunitari, aumenteranno gli stupri. Se servono più incidenti stradali, si avranno più incidenti. Viene anche fornita o diminuita la giusta dose di paura. Quella che serve.
Menzogna è verità.
Ripetete una menzogna mille volte e diventerà vera. La tecnica viene continuamente impiegata dai mezzi di comunicazione di regime. Meglio ancora se è una calunnia. Calunniando senza tregua l'avversario politico, riducendola a macchietta, si cancella piano piano la sua valenza politica.
Storpiarne il nome lo ridicolizza. Mancando i termini confronto la calunnia rimane l'unica verità.
Si possono anche inventare crimini mai avvenuti, corruzione, tradimenti, e attribuirli per uno o due anni agli avversari. Quando il gioco sarà scoperto due righe di correzione in sesta pagina.
Menzogna diventa verità per milioni di buoni padri di famiglia, di casalinghe e operai. Che poi, democraticamente, voteranno.
Schiavitù è libertà.
Il piacere della schiavitù comoda è grande. La schiavitù ti solleva dalla seccante necessità di pensare, e da quella ancora più molesta di decidere. C'è chi pensa e decide per te. Lo schiavo ben trattato, quando possa mangiare, anche male e poco ma tutti i giorni, è uno schiavo contento, dunque docile. Certo, ha anche bisogno di divertimento, ma questo non è un problema. C'è il calcio, la satira sul padrone, le veline e le battute sempre simpatiche del Capo. Schiavitù è libertà di pensare ad altro, a cose leggère e piacevoli.
Guerra è pace.
Guerra è una parolona. Ma se un amico importante chiede, come negarla? E se serve, perchè no alla guerra?
Nel Paese di neolingua si è votato.
Nel Paese di neolingua si tengono elezioni e per la terza volta vince il Regime. Il Capo è contento e anche il popolo ride e spera, legge giornaletti, ammira le veline, si gode il Grande Fratello.
Toh, una invenzione di Orwell !
Il romanzo di Orwell finisce male. Noi però possiamo ancora cambiare il finale...
Il Diavolo non c'è. Il Maligno con le corna e la coda e il piede biforcuto non c'è ma il male, la perfidia, il peccato originale degli uomini , quelli sì che ci sono eterni e incurabili. La prova? L'ennesima prova? Il finale di questa campagna elettorale, quello che si è detto di orrendo e di umiliante per conquistare qualche pugno di voti.
La lode di un mafioso, di un assassino da ergastolo, il "soprastante" alle scuderie di Berlusconi Vittorio Mangano. Un eroe, perchè, venuto a Milano per conto dei mafiosi, si è rifiutato di collaborare con la legge, con i giudici, ha organizzato perfino un attentato dinamitardo nella villa padronale di Arcore. Cinque volte arrestato per assegni a vuoto, truffa, traffico di droga, " testa di ponte della mafia al nord" come lo definì il giudice Borsellino ucciso dalla mafia. E questo era un eroe? Sì, per un pugno di voti lo si proclama eroe.
L'avidità di potere può far dire a degli uomini che fanno politica, che vogliono rappresentare il bene pubblico, che ogni giorno si presentano come amici e protettori della " gente ", che questo sanguinario mafioso è un eroe.
Il satana infuocato dalle fiamme infernali che impugna il tridente per infilzare i dannatoi non c'è, ma la volontà eterna di mentire, sedurre, diffamare, confondere, far prevalere la menzogna sulla verità, quella sì che c'è, eccome, più forte di ogni pentimento, di ogni riscatto..
Per un pugno di voti il cavaliere di Arcore e i suoi fidati vogliono anche far rinascere il fascismo, esaltare la collaborazione coi nazisti, e nascondere il meglio della nuova democrazia, la guerra di liberazione, i volontari senza cartolina precetto,senza privilegi squadristici.
Se vincono, hanno promesso, porteranno a termine il revisionismo della storia, cioè la diffamazione totale, sistematica, della guerra popolare.
L'Inghilterra celebra la rivoluzione borghesi di Cromwell che ha messo fine alla dittatura aristocratica. La Francia unanime festeggia il 14 Luglio della rivoluzione, il fondamento della nazione che ha dato al mondo le grandi libertà. Da noi il leader dell'alleanza "moderata" non ha mai partecipato a una celebrazione partigiana e ora i suoi fidi promettono il revisionismo totale dei libri di scuola. Chi ha messo a rischio la vita per la libertà è un corrotto, uno che nasconde i suoi delitti. Chi è rimasto dalla parte della "soluzione finale" è una vittima che va risarcita.
Anche il Capo dello Stato, il Presidente della Repubblica deve farsi da parte, piegarsi al ricatto dei nuovi " moderati", il regalo di una presidenza del Senato alla sinistra.
Il demonio di Paolo VI non c'è, e neppure l'inferno dantesco. Ma l'inferno degli uomini c'è, e ci segue dalla nascita alla morte.
Giorgio Bocca, su "la Repubblica" dell'11 Aprile 2008.
Ci stiamo giocando la permanenza nel consesso civile della Nazioni. Questa è la posta.
E ora, buon voto a tutti.
No, non è una esercitazione. Ci giochiamo tutti quanti una bella fetta di futuro. E nessuno potrà dire : guarda che sta succedendo, non me lo aspettavo.
Se Berlusconi raggiunge il controllo pieno del Parlamento come ebbe nel 2001, proseguirà nella politica di distruzione del Paese che mise in atto allora, ma che nessuno si ricorda più.
Del resto, chi potrebbe resistere al martellamento continuo di tre canali televisivi di sua proprietà, due reti pubbliche sottilmente controllate, radio ( provate ad ascoltare il giornale radio tre, o radiomondo-vi renderete conto di come si fa propaganda politica mascherata ), diecine di riviste da Panorama - direttore Belpietro- a quelle femminili, di gossip, e chi più ne ha più ne metta. Non manca mai un fondo, un trafiletto, l'osservazione en passant che colpisce l'avversario politico, esagera le critiche al Governo degli altri o magnifica il Governo suo. Intanto, tra l'indifferenza generale, una rete televisiva come Rete 4,nella sua parte di informazione, può svillaneggiare, insultare, irridere ogni giorno gli avversari politici
A Berlusconi non serve un partito. Controlla l'informazione spicciola, che però è quella che maggiormente influenza le persone meno appassionate alla politica, che non approfondiscono ma poi votano. Senza sapere cosa davvero è successo, come stiano le cose o quale sia la verità della notizia.
Qualcuno ha scritto che si può ingannare poche persone per molto tempo, o molte persone per poco tempo, ma mai molte persone per molto tempo. Non è vero. Lo si può fare se quelle molte persone vivono costantemente in un universo di informazioni false, aggiustate, modificate sempre e comunque nella direzione di lodare e illuminare il Capo.
Consideriamo cosa è successo con il Governo Prodi, che è stato un buon Governo. In sedici mesi di attività ha fatto per il Paese più del Governo Berlusconi in cinque anni ( se vi interessa sapere cosa ha fatto, leggetevi pazientemente QUESTO ). Grazie all'informazione falsificata e alla totale idiozia di una coalizione litigiosa e impresentabile tutto il lavoro fatto è scomparso, e ora Prodi è additato come il responsabile di un disastro...e anche del rincaro del petrolio, della crisi alimentare planetaria e della recessione americana.
Il controllo totale del Parlamento da parte di Berlusconi significa che governerà la Lega di Bossi, di Calderoli e di Borghezio. Sarà necessaria alla durata di qualsiasi Governo del Cavaliere, come del resto è sempre stato. Alla Lega non interessano i problemi degli italiani. Meno che mai quelli degli italiani che vivono dentro i problemi del sud d'Italia.
Siciliani, Campani, Calabresi, Pugliesi possono per Bossi il Senatùr, marcire nelle proprie difficoltà. Il Sud rimmarrà in mano a malavitosi e a quelli che considerano la mafia un fenomeno naturale come la pioggia: c'è, ci si faccia affari.
Se Tremonti sarà di nuovoministro dell' Economia e proseguirà il lavoro di "finanza creativa" che aveva sviluppato dal 2001 al 2006 succederà di nuovo che il risanamento dei conti pubblici effettuato da Prodi potrà essere dilapidato da Tremonti. Berlusconi e Tremonti sono insofferenti per la disciplina che ci impone l'Unione Europea, e sono abbastanza presuntuosi da credere di poterne fare a meno. La Lega applaudirà. Ma se dovessimo uscire o essere cacciati, dall'Unione Europea allora- come dice Curzio Maltese- meglio emigrare.
Una parte d'Italia che vuole la secessione, un'altra lasciata in balia delle mafie e delle camorre e il Paese costretto a fronteggiare da solo le sfide impossibili che già si prefigurano all'orizzonte, governato da un settantaduenne presuntuoso fino al delirio.
Non siamo messi bene. Quanto si può rimpiangere un voto?
La speranza è nel video qui accanto. E' il comizio in Piazza Plebiscito a Napoli di Walter Veltroni. Da vecchio scemo mi sono salite le lacrime agli occhi a vedere una piazza gremita di giovani che urlavano e cantavano "alè, oh, oh..." Come alle partite di calcio.
Napoli così grande e disperata; la Campania così bella e distrutta dalla camorra. M'è venuto a mente quel capolavoro che è "Gomorra" di Saviano, che ho appena finito di leggere.
No,non è una esercitazione.
Votate.
Votate per chi vi pare. Ma teniamo lontani Berlusconi & Friends.
......In due giorni, Berlusconi ha chiesto la perizia psichiatrica per i magistrati che indagano, si è rifiutato di sottoscrivere un patto bipartisan di lealtà repubblicana, ha accusato di comunismo il suo avversario, ha denunciato brogli elettorali prossimi venturi, fino all'attacco al Quirinale e alla denuncia della "mancanza di un regime di piena democrazia nel nostro Paese" perché la sinistra "occupa" tutto. Mentre il suo amico più fidato, costruttore di Forza Italia - Dell'Utri - ha annunciato che la destra dopo la vittoria riscriverà i libri di storia per espellere la Resistenza, e ha indicato agli elettori plaudenti la fulgida figura dello stalliere mafioso Mangano, definendolo (con l'esplicito consenso del leader) un "eroe" perché "condannato in primo grado all'ergastolo" non ha fatto dichiarazioni "contro di me e Berlusconi". Poco importa che i magistrati inquirenti lavorassero in nome del popolo italiano, e al servizio della Repubblica.
Questa "destra reale" che si è infine palesata, non è una novità, ma una costante del quindicennio. La novità è che qualcuno lo dimentichi, ipotizzando le "larghe intese" tra Veltroni e Berlusconi come esito auspicabile del voto. A vantaggio di chi? Non certo del Paese e del quadro repubblicano, che vedrebbe insediato e garantito dal concorso della sinistra il populismo come progetto politico per la nazione, così come vedrebbe il conflitto d'interessi sanato per collusione ed elusione, le leggi ad personam rivalutate come strumento propedeutico alla nuova era consociativa. Proviamo a dire le cose come stanno, o come dovrebbero stare in una normale democrazia dell'alternanza.
1) Chi vince, governa. Non importa quanto grande, o minimo, sia lo scarto. Oggi siamo di fronte ad un bipartitismo che si contende la guida del governo, più altri attori politici. Se Berlusconi prevale, formerà il suo gabinetto, qualunque sia la difficoltà di costruire e reggere una maggioranza governante, e la stessa cosa dovrà fare Veltroni in caso di vittoria. Chi perde, va all'opposizione, possibilmente senza denunciare brogli (come fa il Cavaliere ogni volta che è sconfitto) e preparando la rivincita.
2) La responsabilità politica ed istituzionale davanti alla palese urgenza di alcune riforme (prima fra tutte la legge elettorale, ma anche i regolamenti delle due assemblee elettive, il bicameralismo perfetto, la riduzione del numero di deputati e senatori) va garantita a pari titolo da maggioranza e opposizione.
Ma questa responsabilità si esercita sul piano parlamentare, non su quello del governo. Come dice la lezione della Costituente, ci si confronta anche duramente per mezza giornata dai ruoli divisi e distinti di chi governa e chi si oppone, e per l'altra mezza giornata si collabora in Parlamento cercando di ridare efficienza e funzionalità alle istituzioni con le riforme necessarie.
3) In caso di pareggio, perché chi prevale in una Camera non è riuscito a prevalere nell'altra, si apre uno schema di gioco inedito. Ma in questo caso non è a Berlusconi, alla sua presunta mano tesa, all'improvvisa e necessitata sua buona volontà che il Pd dovrà rispondere. Ma ad un altro soggetto: il Capo dello Stato, che diventa arbitro di una partita senza vincitori, e dunque esplora - nella sua responsabilità non di parte - le soluzioni più utili per sbloccare con le riforme un sistema inceppato e improduttivo, in modo da portare il Paese alle urne con uno schema che consenta agli elettori di decidere davvero, e permetta la governabilità.
Sono tre punti chiari e semplici. Il Paese ha bisogno di chiarezza, di scelte nitide, di responsabilità distinguibili e precise. Ha bisogno, come ogni democrazia normale, che ci sia una destra e una sinistra. Chi punta a confonderle, ha già accettato un destino berlusconiano per l'Italia, che può ancora farne a meno.
Questo è quello che scrive oggi su "La Repubblica" il direttore Ezio Mauro.
Sul "Corriere della Sera" il politologo Sartori, mettendo sullo stesso piano Berlusconi e Veltroni, consiglia un voto disgiunto tra Camera e Senato, cioè un non-voto.
Sartori vive molto negli Stati Uniti e può consentirsi alchimie del cavolo.
Noi no.
Per allontanare la minaccia di questa destra sempre più estremista, serve un voto congiunto: alla Camera e al Senato, per il Partito Democratico.