Animans mi domanda cosa intendo per Verità Ultima del Reale. Domanda legittima, perchè tra termini inusuali ( non parliamo tanto spesso di Verità ultima...) e maiuscole sembra chissà quale misteriosa terminologia filosofica. Invece intendo molto semplicemente la risposta alla domanda che ci accoglie ogni mattina al risveglio: dove sono?
Non mi interessa il dibattito filosofico ( rispettabilissimo ) intorno all'Ente, alla Cosa in sè, all'episteme , al fondamento della conoscenza. Mi interessa la risposta che tutti ( tutti! indipendentemente da letture, istruzione, riflessioni, cultura ) dobbiamo dare.
Oggi la risposta pare essere quella, tragica, della ragione scientifico-matematica che si spaccia per Verità:
sei dentro un mostruoso cieco ingranaggio, dove domina il caso, che produce e stritola ciò che produce. Tu, organismo multicellulare , ( Hawking ) zingaro dell'Universo (Monod ) nato da Natura matrigna a cui ferale è il dì natale ( Leopardi ) alzati e vai, e buongiorno!
Ora, se questa visione disperata della Verità Ultima fosse provata e vera, servirebbe mettersi l'animo in pace. Ma è una visione nè provata nè vera, perchè è figlia di quel procedere tagliando e trascurando che è proprio della scienza. Non è un caso se Hawking è un fisico teorico, Monod un biologo e Leopardi un poeta infelice.
C'è un'altra Verità, che non si ottiene tagliando e trascurando ma ispirando e espirando, intuendo, vibrando, meravigliandosi. E' la Verità Ultima raggiungibile quando, lasciando alla ragione il suo mestiere di geometra, ci si lascia pervadere ( intridere, impastare ) dalla meraviglia del Tuttoinsieme. E' l'emozione della Bellezza, la percezione dell'Armonia, il sospetto dell'Eternità. E' ascoltare Bach che ascoltava questa Verità e la traduceva in canto. Ascoltereste Bach sezionando la sua musica, misurandone le frequenze, classificandone le armonie? E allora perchè riservate, o sciocchi, questo trattamento alla Musica del Creato, convincendovi poi che non c'è musica ?
Se poi vi piace pensare che la Bellezza sia il bisbiglio di Dio ( harmonia, mi confondi.. )
va anche meglio; non è necessario.
E' che abbiamo perso quel terzo occhio che mostra l'insieme. Come bambini sciocchi che, avvicinandosi troppo al dipinto ne vedono la singola pennellata e ne perdono il senso complessivo, ci aggiriamo smarriti in una galleria di incomprensibili quadri: nascita, morte, ore che si svolgono e riavvolgono, accadimenti, dolore.....
Ripendiamoci la Verità: la risposta del risveglio è che ci è concesso, suprema concessione, di vivere ancora un giorno ad occhi spalancati sulla Realtà ineffabile del Cosmo. Siamo inseparabile parte del Tutto, e possiamo, suprema libertà, provocare dissonanze o armonie, dolcezze o veleni.
Grandissima avventura, il nostro prossimo giorno.
"Approssimativamente" è una parola che non si trova mai nei libri di divulgazione scientifica, e che invece è sempre sottintesa nella ricerca.
Si è detto che il metodo scientifico di conoscenza è basato sull'osservazione di fenomeni, sulla costruzione di una teoria e sulla verifica sperimentale della teoria. E' proprio così; ma con la premessa sottintesa che si trascura sempre qualcosa, cioè si opera approssimativamente.
Alla fine la teoria, se verificata, funziona e comincia a produrre frutti. Non sono frutti di Verità ( perchè la teoria è approssimata ) ma di utilità. Ogni teoria può produrre tecnologia, cioè utilità.
Faccio un esempio: la ricerca scientifica indaga e scopre che i pianeti si muovono intorno al Sole descrivendo traettorie ellittiche. Questa affermazione non è vera, perchè i pianeti e il Sole si muovono anche nella Galassia, e anche la Galassia si muove nell'Universo. Le orbite sono solo quasi perfettamente ellittiche, perchè il Sistema solare risente dell'attrazione gravitazionale delle stelle. Dunque la teoria va enunciata così: non considerando il moto del Sistema solare e della Galassia e trascurando l'attrazione delle altre stelle ( di tutte le stelle dell'Universo...) allora il movimento dei pianeti traccia traettorie ellittiche ( cioè esprimibili con una equazione dell'ellissi ) intorno al Sole.
Ma questa teoria non esprime la Verità del Sistema solare,perchè la Verità non sopporta approssimazioni ; altrimenti che Verità sarebbe?
Le teorie scientifiche ci vengono invece vendute sempre come Verità, perchè i razionalisti sostengono che non c'è nessun altrometodo di conoscenza. Con la cautela di avvisarci che ad una verità di oggi potrebbe seguire una migliore verità domani. Ma quella successiva verità avrebbe ancora il limite di quella precedente. Sarebbe ancora frutto di semplificazione e approssimazione, perchè nasce per una diversa approssimazione.
Questo schema di conoscenza ci consegna un Universo incomprensibile fino in fondo, e conoscibile solo attraverso scavi, tagli successivi ( ma sempre approssimati ) nella Realtà Ultima.
En passant cito che la pretesa di dimostrare che il processo avrà però fine è stata dimostrata , scientificamente, di essere per l'appunto una pretesa. ( per i curiosi: digitare Frege in Rete )
La convinzione che la Verità Ultima del Reale ( Cosmo, Universo ) sia raggiungibile con lo strumento dell'indagine razionale è sbagliata, definitivamente, matematicamente, e anche ovviamente ( almeno per me....)
Le conseguenze proverò a scriverle, prossimamente qui.
Riprendiamoci l'Universo irrazionale!
Sono malatino e questo esclude applicazioni mentali complesse.
Sì, ho una gigantesca bronchite con contorno di raffreddore "di testa"-che esclude l'uso della testa- mal di gola, febbricciattola e giramento.
Sono debole, non come un gattino , ( ch ha inventato la frase non ha mai conosciuto gattini...) ma come una medusa atterrata.
Diffidando più delle medicine che dei malanni, non mi sono curato, aspettando pazientemente che il mio fottuto sistema immunitario si svegliasse dal torpore e si mettesse in moto. Di solito lo fa, o lo faceva....
Perchè, ahimè, si invecchia. Ma non poco a poco; piuttosto di colpo, a gradini, come si scivolasse su una scala in discesa, col quella sensazione, quando ti manca il piede, di pericolo evitato ma insomma, incombente.
Approfitterò per un giro intorno ai blog degli amici, avvisando Harmonia, Marisa, Luna e Enzo che ho risposto ai commenti nel post precedente.
Finirò l'argomentare! Intanto mi sto studiando le implicazioni del teorema di Godel e leggendo un libro su Medioevo, molto ben fatto, di un vecchietto tedesco ( lo citerò, ma non ho la forza di andarlo a prendere: debole come una medusa in salmì! ). Che epoca, che storie, che gente !
A chi passa auguri sinceri di buona salute; e sopratutto di godersela, la buona salute, quando c'è!
Il Principio di non contraddizione ( terza puntata )
La matematica è un'opinione.
Chi non ha studiato matematica a livello universitario ,o magari a nessun livello per avere fatto studi umanistici, resta per tutta la vita nella convinzione di aver perso una parte fondamentale dello scibile umano. Sogna di matematiche complicatissime, di arditissimo livello intellettuale e guarda con rispetto e timore i tizi che strogolano di matrici e tensori, di calcolo infinitesimale e di funzioni.
Invece le matematiche ( perchè ce ne sono molte ) sono il più facile degli studi. Essendo divisibile in parti elementari quanto si vuole, il ragionamento matematico è alla portata di qualsiasi ordinaria intelligenza. Se il passaggio da una frase alla successiva è incomprensibile vuol dire che qualche termine della frase non si è capito ; se ne troverà la definizione giusta in un ragionamento precedente. Questo processo continua finchè non si arriva alle definizioni evidenti per sè medesime ( gli assiomi ), e lo studio può continuare.
Tutti possono studiare e insegnare matematica. Solo qualche imbecille si convince che, solo per il fatto di averla studiata e insegnata, appartiene ad una stirpe superiore di uomini razionali, baciati dalla Dea e degni pertanto di diffondere il Verbo. Diffidatene; probabilmente di matematica capiscono poco, e anche di tutto il resto.
La matematica è un'opinione perchè è una pura creazione della parte razionale della mente umana. Non esistono in natura i Numeri, lo Zero, e gli infiniti Enti matematici che via via sono stati inventati. Ogni ragionamento matematico concluso ( ogni teorema ) è indiscutibile in sè, dentro il proprio circuito; ma niente di quello che dice è davvero esistente in natura. E' puraastrazione.
E' vero che le invenzioni matematiche sono straordinarie costruzioni mentali che fanno restare a bocca aperta per la meraviglia. La più straordinaria, almeno per me, sono le coordinate cartesiane,che basterebbero a consegnare Cartesio alla storia del pensiero.
La coppia di numeri 6,3 è anche il punto P. Allora una relazione ( per esempio y=5x dove x ha valori qualsiasi ) tra coppie di numeri è anche un disegno sul piano ( quella che ho scritto è una retta che passa per l'incrocio degli assi, e piuttosto ritta! ). Tutto l'universo dei numeri è ora esprimibile in un parallelo universo dei disegni!
(anche tridimensionale, perchè tre numeri identificano un punto nello spazio....)
Le Matematiche, splendide costruzioni mentali astratte, hanno affascinato a tal punto la mente di qualcuno ( per esempio, cara Leira, Beltrand Russel....) da fargli credere che lì si trovasse la verità indiscutibile della Realtà. Un abbaglio. Niente ne è invece così lontano.
E quando Galilei scriveva che il gran libro del Mondo era scritto in termini matematici, non si accorgeva che era lui ad aver semplificato il Mondo, per poterlo scrivere in temini matematici.
Perche la Scienza si fonda su una paroletta: semplificazione.
Ma non tutti gli scienziati sono capaci di ammettelo....
Al prossimo giro una riflessione sulla Scienza spiegata al popolo, ma senza dire mai come davvero stanno le cose....
Il Principio di non contraddizione.( seconda puntata)
Avevo promesso di mostrare le crepe del Principio, e lo faccio doverosamente ma alla svelta, perchè il tema mi porta...fuori tema. Ne accenna, nel suo commento, Enzo.
Il primo guaio origina con la teoria della relatività, dove va in crisi il concetto di "contemporaneità". <Nel medesimo rispetto>, dice il vecchio Aristotile, anche dunque <contemporaneamente>. Ma Einstein cancella il Tempo Assoluto, gran fiume che scorre imperterrito, ovunque uguale. Quel Tempo, in natura, semplicemente non esiste. La contemporaneità, che pare un concetto ovvio, diventa problematico. Se un giudice di gara giudica "contemporaneo" l'arrivo di due corridori, punisce quello più lontano da lui, che in effetti ha vinto; perchè, non essendo infinita la velocità della luce, quel raggio che gli porta la notizia del medesimo contemporaneo passaggio sul traguardo ha impiegato più tempo proveniendo dal corridore più lontano, che dunque era davanti all'altro di quanto il raggio impiega a percorrere la distanza tra i due corridori...
Altro guaio è stata la fisica quantistica, la più strana ma anche la più comprovata delle teorie fisiche. Qui compaiono enti che non sono nè solo A nè solo B, ma contemporaneamente A e B, che non possono essere contemporaneamente assegnati ad un punto dello spazio e osservati ( se sai dove sono, non puoi saper come sono, e viceversa ) e infine accadimenti futuri possono determinare eventi attuali- la corrente del tempo perde la sua direzione...
Ma la colpa del Principio di non contraddizione resta un'altra, tragica : la Realtà perde la sua Verità di "cosaveraquieora" per essere ridotta ( semplificata, banalizzata ) a "entecheesiste".
La vantata "capacità di astrazione" della mente umana, che doveva essere solo un utile strumento di semplificazione della Realtà per favorire la caccia e la comunicazione rapida, viene assunta come capacità suprema, segno distintivo dell'intelligenza, motore del progresso.
Quale poteva essere il progresso, con questo presupposto? La cancellazione delle identità, la banalizzazione della complessità, l'arroganza del pensiero razionale, la teorizzazione di ogni abominio in nome della potenza di pensiero del teorizzatore.
Io credo, senza farne una questione di sesso ma di natura della mente, che questa arroganza e grossolanità sia una caratteristica della parte operativa, attuativa, cacciatrice, della mente umana che mi pare prevalga nei maschi. Esploratori, cacciatori, difensori. Utilissimi nello scontro con la realtà dura del quotidiano. Ma questa utilissima qualità doveva restare al servizio della parte riflessiva, generatrice, sottile e raffinata nell'esame del Reale, che mi pare sia dote delle femmine. Naturalmente, d'accordo con Animans, che femminile e maschile sono presenti in ogni uomo/donna. Però, lastoria dell'uomo occidentale è stata scritta esclusivamente ( così pare dai risultati ) dalla parte aggressiva e maschile.
L'affermarsi di questo "modo" di pensare ha deteminato un ulteriore danno collaterale: ci ha convinti che stiamo progessivamente scoprendo "i misteri della natura" leggendoli, come diceva Galilei, nel linguaggio matematico in cui sono scritti.
Non è così! Ma ne parliamo al prossimo giro...
Credete a me! Un caffè con un amico vale più di cento teorie matematiche!