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mercoledì, dicembre 19, 2007
 

bronzi2Autocoscienza.

La potenza creativa della mente umana, ma sopratutto il suo modo di operare, convincono Roger Penrose che non sarà mai possibile "costruire" una mente autocosciente. Nessuna potenza di calcolo porterà all'autocoscienza  del calcolatore.  Non ci sarà nessuna Intelligenza Artificiale.

 lLa mente umana opera per intuizioni.  Ne "La veste nuova dell'Imperatore" Penrose racconta di Mozart, che creava mentalmente una intera composizione musicale.  L'opera gli appariva come un insieme perfetto e già definito. Grandi matematici operano così e Penrose stesso afferma di pensare direttamente "in matematica" con flash di intuizione. 

 La creazione originale, musica, teorema o scoperta scientifica,  è sempre, quando è davvero originale, un atto immediato e atemporale, che solo successivamente viene pazientemente dipanato nel linguaggio in cui deve essere espresso. 

L'originalità della creazione è possibile solo in una mente autocosciente. Ma, si chiede Penrose,come è nata l'autocoscienza?  Da buon scienziato, ritiene che possa essere sorta nel corso dell'evoluzione per via di qualche "guadagno evolutivo" legato all'autocoscienza. Chi ce l'ha prevale più facilmente su chi non ce l'ha.

Confesso che, tanto credo alla teoria darwiniana  dell'evoluzione delle specie quanto credo che sia una madornale scemenza l'allargamento di quella teoria ad ogni  evoluzione immaginabile.
Ma tant'è, non voglio uscire dal seminato.
Voglio  dare a Penrose ( che brancica un po' nel buio sul tema...) la risposta (  in cui non credo ) : il guadagno evolutivo dell'autocoscienza è che un essere autocosciente mette sè stesso  al centro dell'Universo e guadagnerà pertanto in voglia di vivere e determinazione ad esistere. Scoprirà la molla più potente all'esistenza che è la paura della morte e infine si svincolerà via via da ogni istinto naturale, codice di comportamento innato.

Insomma, insieme alla massima autocoscienza esigerà la massima libertà per sè: diventerà un Uomo.

Ma è un vero guadagno evolutivo? L'autocoscienza annulla i freni istintuali che impediscono ai lupi, per esempio, di uccidersi lottando per una femmina. L'uomo uccide senza riguardo per molto meno. Non ci sono limiti ai due estremi tra cui può muoversi: dal'assoluta ferocia, perfino banale, al sacrificio di sè per un altro.

Caro Penrose, se è davvero un guadagno lo vedremo più avanti. Possiamo diventare i custodi di questo Eden azzurro e meraviglioso dove ci siamo venuti a  trovare. O distruggere noi e molte delle meraviglie che oggi vediamo. La distruzione è cominciata da tempo, ma solo oggi, grazie al progresso tecnologico, possiamo davver finire il lavoro.  Il finale non è stato ancora scritto... o no?

Buona notte nella consapevolezza di chi, e quanto grandi, e come pericolosi, siamo...

e, naturalmente, BUON NATALE
Fede è sustanza di cose sperate,
ed argomento delle non parventi:
e questa pare a me sua quiditate.


Dante Alighieri (Paradiso, XXIV,64-66)

postato da ilvecchiodellamontagna | 20:12 | commenti (30)


lunedì, dicembre 17, 2007
 

 Chagall pittore di sogni...Sogni.

Da qualche tempo  mi addormento alla televisione, generalmente dopo pranzo, quando mi sistemo in poltrona con gatta Danny sulle ginocchia e la scusa di vedermi il telegiornale delle quattordici. Invece mi addormento .E sogno.

I sogni sono a colori e con una trama complessa. Nel sogno mi agito anche molto, salendo e scendendo da treni ( generalmente affollati ) o da navi ( quasi sempre con problemi di navigazione o piccoli inconvenienti ).Giro anche molte case ed edifici, percorro stanze e corridoi, visito uffici o contemplo la "casa di proprietà" che abbisogna sempre di qualche lavoro o ritocco. Jung ci costruì la carriera, su un sogno così.....

La scenografia è magnificaLa città in cui torno mi è diventata familiare, ne conosco le strade e il centro storico, il corso principale e la periferia. Qualche volta sogno vicende di un erotismo leggero. Una ragazza giovane mi segue su per le scale di un vecchio edificio; di inizio novecento e popolare, coi pianerottoli irregolari e un vecchio ascensore nella sua gabbia di rete.Ci rifugiamo in un quartierino e la sconosciuta mi consente che gli succhi appena le labbra ma non di baciarla...

Ma, dico: chi o che cosa  costruisce, in tempo reale, mentre ronfo davanti alla televisione, scenografia, colori , vicenda e perfino gli ordinari pensieri che abbiamo nel vivere?

( devo tornare nel quartiere perchè ho dimenticato le chiavi; guardo l'ascensore ma è chiuso con un lucchetto.Penso: perchè diamine? Poi ipotizzo che sia chiuso perchè è notte fonda; guardo il mio orologio , che è quello d'oro che mi ha regalato nonna Serafina per la laurea. Sì, è tardi, è mezzanotte...) 

Quale inaudita capacità mi consente questa creazione immediata, così sottile,così particolareggiata, quando da sveglio fatico a scrivere, e anche ad  immaginare? 

La potenza della mente mi sbalordisce. La sensazione che le conoscenze scentifiche sul funzionamento del cervello siano del tutto inadeguate mi spinge a rileggere Roger Penrose, che è una mente originale, dunque rara.
Lui ipotizza che il funzionamento della mente cosciente  non sia algoritmico ( cioè non sia riducibile ad una successione di passi di programma) e che mai un computer potrà diventare una mente cosciente. Io sono d'accordo e mi fermo stasera alla meraviglia dei sogni creati mentre la televisione blatera e blatera...

Buona notte! ( e sogni d'oro...)    

postato da ilvecchiodellamontagna | 20:09 | commenti (13)


venerdì, dicembre 14, 2007
 
in fabbrica o in cantiere, in miniera, in mare o in cielo....

La Partita.

E' così, senza nessuna retorica. Lo provano le morti.

C'è però una biforcazione: volare è pericoloso ma la sicurezza è curata con attenzione estrema, la manutenzione della macchina continua. Alla fine, l'aereo è il più sicuro dei mezzi di spostamento. Ne va del "bussines".

In fabbrica ( in cantiere, in miniera ) la sicurezza è un impiccio, la manutenzione un costo. Qalcuno scrisse in un documento interno alla fabbrica:  "si riduca la manutenzione al minimo possibile, e si privilegi le assicurazioni" (
Fonte: Casson a Annozero ).  Ne va del "bussines".

Quando il denaro è al centro, l'uomo è sacrificabile.

Allora la Morte vince la partita.

In memoria dei morti sul lavoro. Dei morti, dei morituri.
postato da ilvecchiodellamontagna | 11:57 | commenti (3)


sabato, dicembre 08, 2007
 

La luce si fa avara

amara l'anima

Post dedicato a chi soffre Novembre, e Dicembre sdegna; fino al 21, solstizio di inverno.

Questi due versi di Montale riassumono Novembre, la luce che irrimediabilmente cala ogni giorno, la pioggia e le nebbie immote nel silenzio del vero inverno, che è questo che stiamo affrontando.

Mi riesce difficile immedesimarmi in quell'amarezza, perchè amo il tempo cattivo, le grandi nuvole grige e nere di queste giornate. La notte che arriva veloce mi regala concentrazione e pace. Distacco dalle cure del giorno, invito al sonno. La pioggia battente o leggera allontana le mie vere paure, che sono l'immota atroce potenza del Sole nel mezzo dell'azzurro di certe giornate estive e il caldo.

 Credo che sia nella mia propria natura di orso godere l'invito al letargo. Però capisco e provo a dare una mano...

La Natura ha sempre un sorriso nascosto: cerchiamolo!
Sull'onda eterna delle cose che sono state e che saranno, la Natura continua a giocare il suo gioco. Stagione di merli e porcospini. Alberi spogli disegnano arabeschi che non vedremo più. Il vento suona strumenti  sempre diversi e il cielo ha nuvole che muovono come galeoni spagnoli pieni di sussiego....

Giocare coi nipoti.
Ma non col sussiego dei grandi che fanno un favore al bambino ( che, tra l'altro, s'accorge subito della finzione ). Giocare davvero. Divertirsi davvero. In mancanza di nipoti, guardarsi i cartoni animati per l'età  0-5 anni. Ridendo, emozionandosi, fantasticando.

Fare la conta delle cose che si hanno.
Un tetto sulla testa, un letto caldo col bel piumone, la cena pronta in forno, nell'altra stanza una persona che
ti ama, Bach,  due libri intonsi pieni di ignote meraviglie...

Ripetere il mantra
Om Ah Hung Benza Guru Péma Siddhi Hung*
lanciando il cuore verso l'alto. I mantra del buddhismo tibetano funzionano sempre, a prescindere...

Cara Marisa
guarda cosa ti scrivevo il 18  Novembre 2005....anche allora tristezze dell' autunno...

L'ultima saggezza.

 

#42
21:58, 18 novembre, 2005


Cara Marisa, la tua è una solitudine da cui si sfugge solo imparando a stare bene con sè stessi. Questa è la penultima conquista della saggezza e serve un impasto di forte autostima ma sorridente, rassegnazione ma senza mestizia e una fonte di energia non umana-per esempio la bellezza della Natura. Servirebbe anche imparare ad essere un gatto di Dio, in cui riposare senza tanti perchè come fa la mia gatta in collo a me. Oltre alle parole, per quello che possono servire, un abbraccione.
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 **nota sul mantra: è scritto come si pronuncia.  E' il mantra di Padmasambhava, fondatore del buddhismo tibetano. 
OM HA HUM VAJRA GURU PADMA SIDDHI HUM : così si scrive.  

postato da ilvecchiodellamontagna | 15:42 | commenti (13)


mercoledì, dicembre 05, 2007
 
col  fliiiiiiit ! Chi ha incastrato Roger Penrose?

Roger Penrose  è un fisico matematico inglese di grande originalità di pensiero. Proprio come Roger Rabbit  è capace di ogni impresa ( intellettuale...) e non resiste a esporla ...esplosivamente, tra i mugugni dei colleghi molto più prudenti di lui. Mi sarebbe piaciuto raccontare come risponde al problemino: cosa è la coscienza?  Come funziona la mente ( come intelligenza cosciente ) dell'uomo?

Chi frequenta questo blog sa che la mia tesi ( che è anche la sola cosa di cui mi interessi veramente scrivere ) è che il modello di Universo ( e anche di Uomo ) deterministico-materialista che viene sostenuto da gran parte delle intelligenze scientifiche in carriera, è sbagliato
Non credo in un Universo somma delle parti che lo compongono, accessibile alla conoscenza smontandolo in parti piccole a piacere. 
Sopratutto non credo che l'Uomo sia un prodotto casuale di questo Universo e la sua mente sia un gigantesco computer che opera computisticamente, passo dopo passo. Non credo nemmeno che sia l'evoluzione, che, provando e riprovando, definisca l'Uomo e tutto quello che ci circonda.

Penrose ha alcuni dei miei dubbi, e li risolve a modo suo, tirando in ballo, come dice scherzosamente Ross, microtubuli cerebrali e tassellature...

Mi piacerebbe scriverne, ma ho poco tempo. Mi si è presentato in tutta la sua terribilità, il problema ( prima inesistente ) di arrivare alla Pensione Nuova dell'Imperatore, prima di finire quella vecchia...Ma, sbrogliato il problema, riprenderò il cammino. Nel frattempo, non farò mancare spunti e trotterellate mentali...
L'Universo pensionistico traballa... e non pare un fenomeno quantistico! 

postato da ilvecchiodellamontagna | 17:29 | commenti (4)