Ho finito di leggere "La musica sveglia il tempo" di Daniel Barenboim. Bambino prodigio, l'Autore nasce a Buenos Aires nel 1942 e a sette anni dà il primo concerto come pianista.A dieci suona a Vienna e a Roma. La famiglia si trasferisce nel 1952 in Israele. A quindici anni anni suona sotto la direzione di Stokowski a New York....
Grande direttore di orchestra, uomo di pace che cerca la pace attraverso la musica; insomma,un grand'uomo, come si capisce bene leggendo il libro.
Ma io, ignorantissimo di musica, speravo di trovarci chiavi di lettura, rivelazioni illuminanti, osservazioni fulminanti e invece niente.
Barenboim scrive mezzo libro sulla musica. Il primo quarto per dire che della musica non si può parlare - ineffabile mistero. Il secondo quarto per spiegare la struttura di alcune composizioni, con tanto di spartito per capire. Ma io non so niente della musica scritta! Così, le dotte quanto noiose spiegazioni di strutture e ripetizioni e riprese e temi mi sono entrate in un orecchio e sono uscite dall'altro.
L' altra metà del libro parla di problemi israel-palestinesi che con la musica entrano di straforo. L'appendice ( ahi ahi, le appendici per allungare il brodo! ) di personaggi vari, che con la musica c'entrano di più, ma poco di più.
Delusione ma spinta a riflettere sull'ineffabile mistero, che Barenboim riassume nelle parole di Ferruccio Busoni" la musica è aria sonora". Diamine, con tutto il rispetto di Ferruccio Busoni, anche un peto è aria sonora.C'è qualcosa che non va, a meno di considerare Mozart uno speteggiatore incallito.
Convince poco anche tutta l'analisi successiva del linguaggio musicale. Analisi dottissima ( vorrei vedere il contrario....) ma che non risponde alla mia domanda di fondo: ma che accidenti è la musica?
Alla fine, marzullianamente, mi sono fatto la domanda e mi sono data la risposta: musica siamo noi che cantiamo.
Crediamo di ascoltare. In realtà, ascoltiamo compuntamente solo la musica che non ci piace ( come certa musica dodecafonica o certo jazz freddo freddissimo anzi cool...)
Quella che ci piace la cantiamo come se ci sgorgasse da dentro proprio in quel momento. Scegliamo cosa ascoltare in dipendenza da cosa ci piacerebbe cantare in quel momento. Ognuno canta la sua musica, e se la musica ci sorprende indifesi, viriamo il nostro sentire interiore in modo da poterla cantare: diventiamo subito, tristi, o allegri, o teneramente innamorati....
La musica è nostalgia di un linguaggio che non è diventato il nostro. Abbiamo preferito allineare pensieri tradotti in formichine simboliche su pergamena o papiro o carta. Abbiamo rinunciato a dire complessi sentimenti in musica per diluirli fastidiosamente in parole. Che peccato!
Anche se i poeti... Ma questo è un altro post.
Nel frattempo mi sto ascoltando "La Barcaccia" E' un fenomenale trasmissione radio, ogni giorno all'una su Rai3, che parla di musica operistica. Il "bel canto" mi ha sempre fatto ridacchiare. La trasmissione ci sghignazza sopra, con grande passione e competenza e amore. Alla fine, sto imparando ad amare l'Opera....
Scusandomi del lungo silenzio, delle poche visite agli amici e di una certa confusione mentale, commento i commenti.
Leira: ho grande ammirazione e rispetto per i ricercatori intellettualmente onesti come Giorello. Ho letto solo un suo libretto, di cui parlerò. C'è un intero filone di pensiero che si interroga con dolente pietà sulla condizione umana. Un campo fertile, da cui aspetto esca un fiore, un alberello, un prato. Spero succeda.
Sermonti ? Miglior lettore, peggiore divulgatore. Benigni ha una potenza popolana che è sorprendentemente quella di un tempo, quando la Divina Commedia era patrimonio di boscaioli e di contadini, qui in Toscana... Animans: una bella e profonda osservazione, che temo sia anche una illusione di progresso. Davvero ci comportiamo meglio dell'Impero Persiano, o di quello Romano? O abbiamo solo cambiato nome alle stragi imperiali, agli schiavi, alle persecuzioni, ai genocidi? A che servono le nobili Costituzioni e Dichiarazioni e Risoluzioni?
Continuo a pensare che il progresso avvenga con infinita lentezza per grumi e piccoli insiemi; e sempre per merito di un unico individuo, che irradia la Luce a cui perviene, intanto con l'esempio personale ( e questo toglie di mezzo diecine di filosofi e maestri di pensiero, spesso personalmente riprovevoli...) e poi contaminando qualche discepolo, perchè prosegua l'illuminazione. E l'Illuminazione, come adesione definitiva al Bene, è un autoilluminazione o piuttosto un Incontro? Sahishin: sono andato a rivedermi la comanda e sono orripilato....era un invito ad andare a votare! Ci tocca sempre dire le stesse cose, in questo Paese che veleggia verso il futuro ormeggiato alla banchina. Speriamo che Uolter tagli le cime...
Rimbalzina: grazie! Ross: condivido il rischio, che occorre scansare, della rissa invece del confronto. Ma su temi così smisurati, e che hanno coinvolto e coinvolgono vite vere ( quando non sono divertimenti intellettuali ) come scherzarci? Fabio: la differenza la fa la delicatezza e l'onestà intellettuale. Non è vero che basti il cielo stellato per incontrare la fede,qualunque essa sia. Non è nemmeno vero che si chiuda gli occhi per non vedere, in nome di un qualche personale guadagno. Succede che chi ha visto torni cieco, e chi era cieco nato cominci a vedere. Insomma, la relazione col Sacro non è un'evidenza e nemmeno una laguna immota. Barbagli piuttosto, iridescenze, ragnatele di rapporti, echi. Dietro le grancasse delle fedi sbandierate spesso si nasconde il vuoto, e le ritrosie dell'incredulo nascondono invece profondità di sentire. Harmonia: non riesco a sostituire quel "soltanto" con qualcosa d'altro. Non con la ragione, che scioglie l'enigma nella banalità del meccanismo governato dal caso e dalla necessità e che regala una quieta disperazione da zingari dell'Universo . Non con un progresso automatico, una deriva verso il meglio che non riesco a vedere. Che resta?
Non possiamo sollevarci , tirandoci verso l'alto come il Barone di Munchausen, afferrati al bordo degli stivali...
P.S. Adoro le gondole, l'acqua e Venezia. Grazie e contraccambio con la gattina qui sopra... Penny46: anch'io ono contento, cara Penny! Leira: sono onorato di queste attenzioni e intrecci di commenti, e faccio la ruota da tacchinone per così amabili stimabili presenze... Aragonbiz: in televisione la conoscenza è distribuita in pillole predigerite, con frasi della durata massima di un minuto. Qualunque sia l'argomento, escluso il calcio, dove si dibatte per una serata se è entrato o no. Dopo un poco di allenamento in video si pubblica il libro. Largo al sapere! Enzo: grazie caro amico!
Mi piacerebbe farmi un giro per blog, ma sono troppo stanco. Non ho mica più sessant'anni! Lofarò domani. Buona notte e sogni da bambini!
Parlo del post precedente, che voleva sostenere l'impossibilità dell'uomo, per la sua natura oscillante tra il Bene e il Male ( come un pendolo dal moto irresistibile ) di darsi un'etica. Cioè di scegliere il Bene, una volta per tutte. Questa è una scelta che non può fondarsi sulla ragione.
Quell'oscillare può essere frenato solo dallo sperimentare, come atto unico e irrazionale del Cuore, di un Altrove Assoluto che è il Bene esso stesso.
E dicevo anche che quell'Assoluto non si è consegnato ad una sola religione organizzata, ma è disponible per ogni uomo e si è manifestato in molte forme.
Ci ho messo anche una polemicuzza con l'Odifreddi, il razionalista scrivaiolo, che sostiene che queste sono fole proprio come Babbo Natale.
Non l'avessi mai fatto! Harmonia trova che io odio Odifreddi ( anche se poi stempera l'affermazione fino a svelarla per quello che è, e cioè una provocazione giocosa.E grazie per le bellissime immagini...). Leira si chiede perchè sono così intollerante con scienziati e matematici, e si augura di non beccarmi con un sasso in mano tra i cristiani, a tirare ad Ipazia. Enzo per fortuna mi difende e sdrammatizza, ma non abbastanza perchè Penny mi accusa di dare di cretini a tutti gli atei, secondo il sillogismo: Odifreddi è cretino, Odifreddi è ateo, dunque tutti gli atei sono cretini. Sillogismo sbagliato! Ho totale stima per atei come Severino, Giorello, Scalfari, Eco, che considero menti elette e maestri del pensiero . E poi Odifreddi è teneramente cretino solo quando scrive cretinate. Insisto sul teneramente. Non lo fa apposta. Non lo fa per vendere libri. Ci crede davvero che insegnando più matematica si formano atei di ferro. Infine Sahishin esce dal suo regno di tenebre ( che poi è un bellissimo e coltissimo blog pieno di cose ), mi rimprovera, trattenendosi a malapena dal darmi di cretino, un mio "spiccio e vagamente autoritario invito" e mi molla ai miei discorsi "luminosi e sazi". Solo che io non mi ricordo l'invito! Così non posso neanche pentirmi o fare ammenda. Però, qualunque invito fosse, Sashishin non ne ha tenuto conto e così tutto bene e ognuno a casa sua.
L'errore è stato mischiare ragionamenti e polemiche. Siccome le polemiche sono più divertenti ( anche per me... ) restano quelle e scompare il resto, che era invece il nocciolo. Così mi viene da pensare che, dopo quello, anche questo sia un post sbagliato. Ma non è vero, via! Ci siamo divertiti, io credo, e nessuno se la pigli. Vado a vedere Benigni che legge il Decimo dell'Inferno! Buona notte dantesca, ma paradisiaca....