Secondo Pornopolitica, la Lega di lotta e di governo si prepara, se il Partito del Popolo della Libertà vince le elezioni, a farsi una bella spanciata di posti di governo.
Gli Italiani ne saranno contenti; la Nazione sarà in buone mani.
Immagino ne gioirà sopratutto chi vota Berlusconi ma si rifà ad Alleanza Nazionale. A un nazionalista che alla parola Patria ci crede e magari si commuove ( e io mi metto tra questi ) l'invito di Bossi a pulirsi il culo col Tricolore riempirà l'animo di orgoglio, per un voto così bene speso.
Tra i diversi modi di prostituirsi l'On. Fini ha scelto il più indegno: s'è venduto gli ideali.
Fa coalizione non solo col Cavaliere ( e va bene; c'è chi è portato all'obbedienza al Capo ) ma anche col Senatùr, l'Uomo che smerda la Bandiera della fortunata Nazione che gli ha dato i natali.
Con Berlusconi Presidente del Consiglio e Calderoli Presidente del Senato, l'Italia si mostrerà grande al mondo, sventolando il Tricolore.
Rialzati, Italia! E mettiti a correre prima che quei due ti acchiappino....
Su " la Repubblica "di oggi Michele Serra si chiedeva dove Silvio Berlusconi trovi l'energia per mentire e mentire, intanto accusando gli avversari di menzogna.
Ma, caro Michele, non gli serve nessuna energia. Mènte, inventa bufale, racconta balle, smentisce le sue parole registrate del giorno prima perchè parla ai suoi sudditi, e degli altri- di tutti gli altri, avversari, opinione pubblica internazionale, giornalisti o semplici cittadini- non gli importa niente.
I sudditi lo ascoltano rapiti e aspettano il miracolo, l'epifania, le mosse e le battute.
Ne riconoscono l'assoluta, totale, indiscutibile superiorità e lo accettano come Capo.
Si riconoscono sudditi e rinunciano a ogni principio di uguaglianza o di personale valore.
Del resto Berlusconi ebbe a dire in un raro momento di sincerità:" gli elettori hanno l'intelligenza di bambini di dodici anni, ma non troppo svegli." Non ha mai cambiato idea.
Trascrivo qui una parte del post di Mario Adinolfi.
mi sembra in tema.
......Consiglierei a Veltroni di prendere esempio, in questo scorcio finale della campagna elettorale, da Obama nella capacità di far sventolare la bandiera dell'uguaglianza come radice profonda e identitaria del Partito democratico, tornando alla lezione di Norberto Bobbio e spiegando che siamo coloro che, a differenza dei nostri avversari, crediamo che "all men are created equal". E per questo noi non consigliamo a una giovane precaria di sposare un giovane predestinato, noi le consigliamo di lottare per i suoi diritti, noi non accettiamo questa società dei pochi ricchi sempre più ricchi e della moltitudine di sfruttati sempre più sfruttati, noi non sopportiamo più quest'Italia neofeudale dove la mobilità sociale è azzerata e se nasci figlio di feudatario sarai feudatario mentre il figlio del servo della gleba non può sperare di uscire dal suo destino di servaggio. Noi siamo quelli dell'uguaglianza delle opportunità, per tutti, ricco o povero, figlio di notaio o figlio di operaio, donna o uomo, metrosexual o paesano.
Noi democratici siamo i figli dei figli, i nipoti dei nipoti, della Rivoluzione del 1776. Loro sono i nipotini orwelliani della Fattoria degli Animali, quella in cui " tutti gli animali sono eguali, ma alcuni animali sono più eguali degli altri". Anche per questo noi ce la possiamo fare.
Yes, We Can.
Nota del Vecchio: di qui al 14 Aprile lascio i miei ordinari spazi e mi dedico ai temi politici. Faticoso ma necessario. Possiamo abbandonare a se stessi questi poverini??
[13]Essendo giunto Gesù nella regione di Cesarèa di Filippo, chiese ai suoi discepoli: «La gente chi dice che sia il Figlio dell'uomo?». [14]Risposero: «Alcuni Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti».
[15]Disse loro: «Voi chi dite che io sia?». [16]Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». [17]E Gesù: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. ( Matteo, XVI 13-17 )
*
Devo ringraziare Gad Lerner e Harmonia per questo mio tempo pasquale. Gad perchè ha messo in piedi una bellissima trasmissione che intendeva rispondere alla domanda : ma tu ci credi che Cristo sia risorto? La potete trovare QUI.Harmonia perché ha postato il più bello dei racconti evangelici sulla Resurrezione.
Il racconto evangelico non ha nessuna pretesa di precisione storica o di adesione ai fatti. Traspare emozione e sorpresa, incredulità. Nessuno dei discepoli e delle seguaci immaginava niente del genere. E nessuno ha poi avuto l'ardire di "inventarsi" un racconto più verosimile. I sinottici raccontano l'avvenimento ognuno a modo suo. Questa approssimazione e incertezza, questa mancanza di trionfalità ( insieme a considerazioni più complicate ma meno importanti ) mi ha convinto che l'inaspettato fu vero. Cristo è davvero risorto, nel silenzio di quell'alba di Gerusalemme.
Ma che c'è di strano? Il Cristo, che non ha lasciato scritti, non ha formulato teorie, non ha fondato teologie, non ha enunciato dogmi e non ha elencato comandamenti se non uno solo, doveva qualcosa a Pietro e a tutti coloro che, dopo Pietro, hanno creduto senza vedere. La Sua Resurrezione, ( la ricostruzione nel tempo futuro dopo la morte, di quell'assieme di campi di energia che chiamiamo corpo ) è il Suo regalo a Pietro e a noi. Ma la vicenda terrena del Cristo non si conclude con la Resurrezione. Compare ai discepoli increduli, e compare anche agli uomini di ogni tempo. E infine ascende al Cielo.
Non è vero che la Resurrezione, come sostiene Enzo Bianchi , abbia vinto la morte con l'amore. La morte, non la nostra ( evento ineluttabile e sopportabile) ma quella di chi amiamo, vince ancora. Ma non è più l'Ultimo Evento. La Morte non ha più dominio.
La vicenda del Maestro di Nazareth non poteva certo concludersi sulla croce. Dai Vangeli, da quei racconti impacciati e approssimativi, emerge una figura di straordinaria potenza. Leggendo, ho sempre l'impressione che il Cristo conoscesse la fragilità dei discepoli e ogni sfumatura non solo degli accadimenti passati e presenti, ma anche di quelli futuri. Mi commuove sempre quel sentimento di sconsolato e amoroso disappunto per la cecità degli uomini. Anche della nostra, anche della nostra.
Muore abbandonato, risorge senza clamore.
Ma poi, ascende al Cielo, lascia l'universo del divenire, torna nel Regno dove le cose non escono dal nulla per tornare al nulla. L'Ascensione, atto conclusivo della vicenda terrena del Cristo, è l'opposto dell'Incarnazione. Incarnazione e Ascensione: polarità di una Divina Unità, Oscurità generatrice di Amore e Fulgore che quell'Amore conferma e affida all'eterno. ...
Così spero di aver spiegato ad Harmonia perchè ho messo prima l'Ascensione, e solo dopo la Resurrezione......
C'è sulla Repubblica una illuminante intervista col Dalai Lama. QUI
"Può la gazzella lottare con la tigre? L'unica arma, l'unica forza è la giustizia, la Verità"
Nel turbine di violenze che si susseguono sul Pianeta, in Birmania, in Kossovo, in Tibet, in Darfour, in Palestina, in Libano, questa è la sola riposta possibile. E' una risposta che non piace perchè ci mette di fronte alla nostra impotenza. Non ci sono atti concreti e immediati che possiamo fare per battere la violenza. Neanche l'intervento armato risolve le cose, riuscendo semmai soltanto a congelarle o a peggiorarle.
Il precedente storico, l'unico, che sembra contraddirmi è l'azione di Gandhi in India. Ma Gandhi vinse solo perchè aveva come avversario la civilissima Inghilterra. Con Hitler, con Stalin, con Mao Tze Dong, con Pol Pot e perfino con Mussolini sarebbe stato spazzato via, Lui e i suoi seguaci, in un batter d'occhio.
La violenza e l'arbitrio si vincono solo con la crescita spirituale dell'intera umanità. Non c'è alcuna Costituzione, o Solenne Dichiarazione, o Battaglia Politica o Illuminata Filosofia che possa abbreviare il cammino. Non c'è neppura alcuna Santa Predicazione, o Salvifica Religione o Messaggio Divino che possa sostituire il lavorìo giornaliero, la personale applicazione nel superare quelle che il Dalai Lama chiama "le emozioni distruttive". Metterei al primo posto la rabbia; anche quando è giustificata, persino quando è sacrosanta, la rabbia che spinge all'accusa, alla critica senza ragionamento sulle ragioni dell'altro, all'acrimonia.
La crescita spirituale dell'umanità, che pure c'è stata, non è mai avvenuta per adesione ad un ragionamento. E' merito di una miriade di uomini e donne "buoni" o "giusti" o "creatori di bellezza" che, nel corso della loro vita, hanno prevalentemente camminato in uno stato di grazia spirituale e quella grazia hanno testimoniato. Dentro questa miracolosa moltitudine spiccano le grandi figure storiche, i "Grandi Santi", gli Illuminati, i Bodhisattva comparsi in ogni regione del mondo, sotto ogni latitudine e ogni credo. Per me due sopra gli altri: il Maestro di Nazareth e Siddharta dei Sakya detto il Buddha.
Ne posso aggiungere moltissimi altri: Francesco e Rumì, Bach e Mozart, Dante Alighieri e Mario Luzi, Giorgio La Pira e Bonhoeffer, Pannikar e Tientsin Gyatso, Madre Teresa e Giovanni XXIII. ....
Non ci sono scorciatoie. O cresce la mitezza nel cuore degli uomini, o la loro leonilità finirà per distruggerli. Scompariranno con un ultimo ruggito di rabbia, e finalmente tornerà la pace su questo bel pianeta azzurro.
Il Maestro di Nazaret, che conosceva il cuore degli uomini, lo aveva già detto " beati i miti, perchè erediteranno la Terra! " I violenti, che vorrebbero dominarla, la perderanno.
Qui e ora, non dobbiamo stancarci di fare opinione: con la diffusione delle idee, la scrittura, la partecipazione alle manifestazioni, le petizioni. Teniamo desta la memoria. Non stanchiamoci di partecipare, non disperiamo. Siamo gocce d'acqua, ma nessun monolite regge allo stillicidio...
Quandola consapevolezza potrà muovere milioni di gocce d'acqua sul pianeta, cosa potrà resistere? E i nuovi mezzi di connessione come questo lo consentiranno sempre di più.
Sogno una Organizzazione Mondiale della Consapevolezza Mite....Quale potenza benefica potrebbe scatenare!
ENZO BIANCHI
Etichettando come nemici le autorità cinesi, potremmo pronunciare una ipocrita condanna della loro brutalità, ma non è così che si ottengono la pace e l’armonia». Risuonano tragicamente attuali queste parole che il Dalai Lama va ripetendo ormai da 50 anni - una delle occasioni più vicine a noi nello spazio e nel tempo è stata la sua conferenza a Milano nel dicembre scorso su «La pace interiore e la nonviolenza» - ma proprio per questo il poco che ci è dato di conoscere degli eventi di questi giorni in Tibet riveste una drammaticità estrema.
Per i saluti, incoraggiamenti, consigli e presenza.
Mi sono rimesso bene e dunque ricomincio questo esercizio di scrittura e di affetti.
Rassicuro la nipota. In caso di morte prematura ( l'unica che esista. La morte è sempre prematura...) una carissima amica blogger, che ha la chiave di questo blog, lo farà sapere in giro.
Nel caso, mi piacerebbe un'epigrafe pressapoco così:
Il Vecchio è morto.
Se n'è andato contento
senza rimorsi, senza rimpianti
in pace con sé, in pace con gli altri
e anche con Dio.
Sul Sapere galleggiò come una zucca
Sull' Amore, come una barchetta di carta.
Non dovendo arrivare da alcuna parte
si divertì molto nel viaggio.
Ora si specchia nelle bolle di sapone
che fanno ridere i bimbi,
nelle tele di ragno iridescenti
e anche qui in giro.
In fondo era un buon vecchio
quel Vecchio.
Considerato però il taglio un zinzino macabro del post, lo alleggerisco citando due fondamentali scongiuri che ho ereditato da mio padre. Mi auguro che qualcuno ne conosca un miglior testo, visto che cito malamente a memoria.
Primo scongiuro in latinorum:
Terque quaterque
testiculis tactis
palleggiatoque augello
pilum extractum
usque ad sanguinem:
mala sortem fugata
mala mortem vitata.
E non ditemi che non è un gioiellino.
Secondo scongiuro in lingua napoletana risciacquata in riva d'Arno.
Curiatte, Curiatte *
tu non me futte
tieni 'a faccia'e farabutte.
Chiodi, aglio e fricchietelle
Cenere, cenderelle e cap' e cazz...
Chiste in tiemp' e pace.
In tiemp' e guerre....Fuzzz fuzzz stu cazzzuculuuuu....!!
* ( Curiatte è un diavolo....)
Chiedo scusa della volgarità ( anche se ormai "intuculu" è diventato il grido di battaglia di Cetto Laqualunque...) ma sono obbligato dalla veridicità lessicale del testo.
Lo racconto perchè la malasanità ha larga stampa,ma di quella buona non parla nessuno. Farò anche nome e cognome: Ospedale di Borgo San Lorenzo, che è una cittadina in Toscana, anzi in Mugello ( perchè per un toscano la Toscana è una indicazione vasta e imprecisa...)
Come è, come non è, lunedì sera torno a casa e stramazzo sulla sedia senza nessun fiato. La cosa era già successa e mi spavento. Arzigogolo sulle coronarie e, solo come sono, mi vedo già alle prese con un bell'infarto notturno...
Chiamo la guardia medica. Il medico di là dal filo mi dice che, a parere suo, ascoltata età sintomi e precedenti, chiamerebbe il 118. Figuratevi a parer mio.
Fuori è tempo cattivo, sono quasi le ventidue, chiamo il 118 e arriva in cinque minuti la mia ambulanza, cioè la Misericordia del Piccolo Paese in cui abito. Vengo amorevolmente imbarcato da un equipaggio formato da esperto+ due cuccioli del volontariato. Capaci, attenti, inflessibili, mi misurano l'ossigenazione del sangue, mi classificano come caso giallo ( urgente senza immediato pericolo ) mi mettono l'ossigeno al naso e mi portano in ospedale al pronto soccorso.
Sono le dieci e mezzo di notte e il pronto soccorso funziona a pieno regime. Non passano molti minuti che sono in braccio al medico, anzi alla dottoressa. Nella sala tende gialle delimitano gli spazi di visita; tutti lavorano con quella calma veloce di chi conosce il mestiere. Sono, oh meraviglia, tutte donne e tutte giovani e carine. Domande sui miei trascorsi, sintomi e vari guai, elettrocardiogramma, prelievo del sangue e controllo dei gas disciolti ( il risultato non piace molto...) , ossigeno, decisione di ricoverarmi. Alla mia destra e alla mia sinistra pazienti che non vedo ma che intuisco, una signora molto anziana, un uomo che parla del suo zigomo rotto...Con perizia l'infermiera mi infila nella vena del braccio un ago col rubinettino.
Mi portano a fare i raggi ai polmoni; il radiologo dà disposizioni sorridendo e poi mi riporta al pronto soccorso. Attesa per una immediata risposta dell'esame. La dottoressa mi manda al reparto con una cartella clinica informata e un grazioso sorriso amichevole. Sono molto rassicurato
All'una e mezzo di notte sono in camera amorevolmente assistito da due belle bimbine, che mi paiono di buon umore. Ma che turno fate?- chiedo. Fino a domattina alle sette... Mi addormento con l'ossigeno al naso.
Mi sveglio alle sei e mezzo in una stanza a quattro letti, in compagnia di due vecchie signore. Medicina Donne ha traboccato in Medicina Uomini. L'infermiera che mi fa fare l'areosol chiede scusa del disturbo. Protesto che sarò io a disturbare le care signore. Ma ci sono le grandi tende azzurre a garantire un poco di privato. Digiuno per prelievo. Eco doppler al cuore fissato per le undici e trenta. Mi ci porta in carrozzina una nuova sorridente infermiera. L'esame è accuratissimo; una autorevole matura bella donna mi esplora il cuore; sento lo "svisscc-svossscc" che mi tiene in vita. Penso a che gran silenzio calerà quando non lo sentirò più...
L'esame non convince l'esaminatrice che fissa una prova del cuore sotto sforzo la mattina seguente.
Mangio con appetito " dieta otto" perchè si sono accorti subito che sono diabetico. Dieta otto è buona, e neanche poca. Divoro tutto perchè mi manca il fiato, ma non l'appetito.
Il giorno dopo alle sedici vengo dimesso; il fiato è tornato, tirandosi dietro un bell'elenco di farmaci e il giuramento di smettere di fumare. Non faccio tempo a squagliarmela. La dietologa, allertata dal mio diabete, mi acchiappa e mi sgrida perchè la dieta me l'aveva già data due anni fa. Mi guarda e capisce bene che ero stato disubbidiente. Giuro l'obbedienza, che tornerò tra un mese a pesarmi e che farò almeno mezz'ora di moto al giorno.
Quelli che mi avevano portato mi riportano a casa. Mi salutano con un "ecco il nostro ****** ! " Sono molto contento di vivere qui.